{"id":807,"date":"2021-03-25T09:26:58","date_gmt":"2021-03-25T09:26:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leonearth.it\/?p=807"},"modified":"2021-03-25T09:26:58","modified_gmt":"2021-03-25T09:26:58","slug":"limportanza-della-sceneggiatura-nel-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leonearth.it\/index.php\/2021\/03\/25\/limportanza-della-sceneggiatura-nel-cinema\/","title":{"rendered":"L&#8217;importanza della Sceneggiatura nel Cinema"},"content":{"rendered":"<p>Scrivere per il cinema \u00e8 un\u2019operazione importante e complessa che negli ultimi anni ha avuto il giusto riconoscimento e la necessaria attenzione mediatica. Lo sceneggiatore \u00e8 un personaggio chiave nella costruzione di un film, perch\u00e9 il suo ruolo costituisce il primo e fondamentale passo nella realizzazione di tutte le opere cinematografiche. Certamente, la fase della sceneggiatura \u00e8 quella primaria ed \u00e8 anche l\u2019unica che abbia realmente qualcosa in comune con la letteratura e con il romanzo. La differenza sostanziale rispetto a questi ultimi, per\u00f2, \u00e8 nel fatto che la sceneggiatura non ha vita propria, ma \u00e8 uno strumento di lavoro che il regista utilizzer\u00e0 per la messa in scena. Fino agli anni Cinquanta, la redazione di una sceneggiatura era un processo collettivo che riguardava quattro o cinque persone, in taluni casi anche di pi\u00f9, come accadeva nei primi film di Alessandro Blasetti, per rimanere nel contesto italiano. Dagli anni Sessanta in poi, gli autori hanno cominciato a rivendicare l\u2019importanza del proprio ruolo. Sono nati cos\u00ec una schiera di sceneggiatori, come Brancati, Flaiano, Soldati, Zavattini, che hanno firmato pellicole di successo e sono riusciti ad imporsi all\u2019attenzione del pubblico e a diventare famosi come e pi\u00f9 dei registi e degli attori. Una buona sceneggiatura, di solito, si riconosce da una solida struttura e da un impianto narrativo ben delineato. La prima e forse pi\u00f9 importante regola da applicare a tutti i livelli la si pu\u00f2 sintetizzare nel motto \u201cScrivi quello che vedi\u201d: scrivere per immagini significa che, pi\u00f9 che narrare, bisogna mostrare. Il linguaggio audiovisivo si avvale di informazioni che devono essere necessariamente filmate, per cui gi\u00e0 in fase di scrittura dovremmo chiudere gli occhi e immaginare ci\u00f2 che succede. Per arrivare alla sceneggiatura \u00e8 importante seguire varie fasi: si parte dall\u2019idea, a volte anche abbastanza grezza, la si discute, la si analizza e, se la si ritiene valida, la si sviluppa; si passa poi al soggetto, che \u00e8 una descrizione breve e autonoma di cosa si vuole raccontare; quindi al trattamento, descrizione lunga e dettagliata del soggetto; si approda infine alla scaletta, elenco schematico di tutte le fasi narrative della storia. Solo a questo punto possiamo redigere la nostra sceneggiatura, che altro non \u00e8 che un insieme di scene o meglio di unit\u00e0 drammatiche caratterizzate dal posizionamento della camera, dalla location e dal tempo. Ogni scena ha un titolo, una descrizione (le frasi a tutta pagina che descrivono le immagini che lo spettatore vedr\u00e0 e i rumori che sentir\u00e0) e, nella colonna centrale, i dialoghi. Una buona scena \u00e8 sempre costruita su una situazione conflittuale: una scena senza conflitto di norma \u00e8 una scena priva di interesse. Durante il mio lavoro di docente di sceneggiatura, nella fase di composizione, di solito, porto i miei alunni a ragionare su possibili conflitti e soluzioni da applicare alla storia. I ragazzi durante le lezioni imparano a strutturare le scene e a scrivere i dialoghi, immaginando gli eventi portanti, le caratteristiche dei personaggi, i turning point e le ambientazioni. Oggi \u00e8 pi\u00f9 semplice accedere a una miriade di prodotti audiovisivi fruibili dalle numerose piattaforme streaming online, per cui alcuni schemi di racconto sono abbastanza naturali per loro. Serie tv di successo come Breaking Bad o La casa di carta sono esempi luminosi di intrecci narrativi ben riusciti, con il fine di tenere costantemente incollati gli spettatori allo schermo. Alla base di ogni narrazione, per\u00f2, che sia una tragedia greca, un film o una serie tv, \u00e8 possibile sempre riconoscere una suddivisione in tre atti. Ogni storia, infatti, anche se non sempre lo vediamo, \u00e8 composta da un inizio, uno sviluppo e<br \/>\nuna fine. Il primo atto \u00e8 dedicato all\u2019impostazione della storia, il secondo allo sviluppo della stessa e mostra il protagonista impegnato nell\u2019affrontare uno o pi\u00f9 ostacoli, il cui superamento \u00e8 necessario per conseguire un certo obiettivo, il terzo atto \u00e8 la risoluzione, positiva o negativa, del conflitto. Al di l\u00e0 di qualsiasi regola \u2013 che \u00e8 comunque fondamentale conoscere, foss\u2019anche per poterla infrangere \u2013 \u00e8 necessario essere curiosi e creativi: il pubblico ormai ha una conoscenza approfondita del linguaggio audiovisivo ed \u00e8 sempre pi\u00f9 colto ed esigente, per cui bisogna aggiornarsi costantemente e continuare a studiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Pasquale Di Maria, regista e sceneggiatore<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivere per il cinema \u00e8 un\u2019operazione importante e complessa che negli ultimi anni ha avuto il giusto riconoscimento e la necessaria attenzione mediatica. Lo sceneggiatore \u00e8 un personaggio chiave nella costruzione di un film, perch\u00e9 il suo ruolo costituisce il primo e fondamentale passo nella realizzazione di tutte le opere cinematografiche. 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